Homepage Bosca.it
  Home Page  |  Storia  |  Prodotti  |  Cultura  |  L'azienda  |  Le cantine

Bosca spumante


"Di Bosca in Bosca"

I Bosca e il vino di Canelli

Il Vivandiere degli emigranti

Dall’azienda nazionale all’azienda internazionale

Da Industriale a contadino

Usare il passato per inventare l’avvenire

Stati Uniti

Italia

Israele

Il resto del Mondo

L’Acquisizione della Cora

La risposta alle nuove sfide del mercato

Ricerca e innovazione

Prodromi di una assoluta novità

La Porta del Baltico

Il matrimonio del vino con i cereali

L'Asti cinque stelle

Noblesse oblige

STATI UNITI

Contrariamente a quanto succedeva nell’Est europeo, gli studi di mercato in America dimostravano che il Canei stentava a penetrare nel mondo dei consumatori statunitensi, non per inaccettabilità del gusto del nuovo spumante, ma per eccesso di innovazione. Per abituare il pubblico al nuovo prodotto ci sarebbe voluta una costosa campagna pubblicitaria che l’evoluzione delle vendite in America non giustificava. Fu così che la Germania Est salvò la situazione. I profitti derivanti dal successo insperato e non programmato del nuovo prodotto della Bosca nella DDR vennero investiti in pubblicità sul mercato americano e permisero ai tre containers sperimentali inviati alla fine del 1975 di trasformarsi in dodici milioni di bottiglie nel 1980 e in oltre venti milioni cinque anni dopo.
La storia della diffusione del Canei negli Stati Uniti ha anch’essa i suoi paradossi e i suoi eroi. “Chi berrà mai questa schifezza?” chiese Jack Cohen la prima volta che glielo fecero assaggiare. Con Abe Rosemberg, Louis Silver e Raymond Ochacher, Cohen faceva parte della Star Industries di Syosset in Long Island, l’azienda che avrebbe portato il Canei al successo. Invece Ochacher, ex-proprietario del famoso negozio di liquori di Astor Place a Manhattan, ne fu subito entusiasta. Pensionato d’oro, inserito da lunga data nel commercio dei vini, che cercava un’occasione di impiegare il suo tempo libero, Ochacher decise di affidare ad una piccola società pubblicitaria di proprietà di Richard Heim il compito di conquistare il mercato americano per il Canei. Fu una scelta fortunata. Heim, uomo colto e raffinato seppe interpretare rapidamente, con gli scarsi mezzi a disposizione ma con grande intelligenza, il gusto di una clientela che nel giro di pochi mesi catapultò la nuova bibita in testa a tutte le classifiche di vendita negli USA.

Inizio pagina  |  Italia