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![]() "Di Bosca in Bosca" Dall’azienda nazionale all’azienda internazionale Usare il passato per inventare l’avvenire Italia Israele Il resto del Mondo La risposta alle nuove sfide del mercato Prodromi di una assoluta novità |
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Il mercato italiano si presentava molto più schizzinoso e resistente. Per conquistarlo, Mario Martinengo ideò uno speciale distributore frigorifero trasparente. Alla base, c’erano tre calici allineati in modo che corrispondessero ciascuno ad una bottiglia. Queste potevano rovesciare, con il semplice abbassamento di una leva, il loro contenuto fresco al punto giusto e ricco di bollicine, nel calice sottostante. Questo versatore originale, appositamente costruito per la Bosca da una fabbrica delle Marche, fu dato in consegna a migliaia di bar in tutta la Penisola. Il ricavato, minimo, di questa operazione si dimostrò largamente compensato dai suoi riflessi pubblicitari. In Italia la vendita del Canei sfiorò nel 1988 i tre milioni di bottiglie.
In Israele negli anni settanta, il vino da tavola non era popolare e quello di produzione locale veniva consumato quasi esclusivamente per usi religiosi. Dall’Italia ne venivano esportate a mala pena ventimila bottiglie all’anno. provocò una rivoluzione. Nel primo anno la vendita superò il milione di bottiglie prima ancora di ottenere l’autorizzazione rabbinica che gli avrebbe aperto un larghissimo mercato in loco e all’estero. Il motore di questa diffusione fu Amiel Epstein, pittoresco personaggio che continuava con successo l’azienda di importazione di liquori fondata dal padre fuggito dalla Russia zarista. Faceva parte di quelle famiglie di pionieri sionisti idealisti e intraprendenti, a cui Israele deve la sua nascita. Si rese subito conto di come in un mercato piccolo come Israele, famigliare e ciarliero, per vendere sarebbe bastato farlo assaggiare. Quando le vendite superarono i quattro milioni di bottiglie all’anno per un mercato di tre milioni di potenziali bevitori —bambini e musulmani inclusi— lo scontro con gli interessi dei pochi e protetti produttori locali fu inevitabile. La Bosca fedele alla sua politica di franchising e di joint ventures decise allora di produrre lo spumante in cooperazione con la principale azienda vinicola locale, la Carmel Misrahi.
All’epoca Israele
non era il solo paese dove si imponeva sul mercato locale. veniva
prodotto anche a St. Joan Despì in Catalogna, nei pressi di
Lilla in Francia, in Austria a Linz, in Brasile ad Andradas nello stato
del Minas Gerais, ed era venduto in oltre trenta paesi. Questi successi
della Bosca, o piuttosto del Canei, rappresentavano un enigma per le
vecchie e soprattutto le nuove aziende vinicole. Si cercava di capire
in che modo una azienda famigliare che in passato aveva sì
avuto momenti di gloria ma in seguito si era adattata a vivere senza
infamia e senza lode, si fosse ripiazzata, con clamore, sul mercato
internazionale vinicolo, attraverso l’invenzione di un nuovo
prodotto. |