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Bosca spumante


"Di Bosca in Bosca"

I Bosca e il vino di Canelli

Il Vivandiere degli emigranti

Dall’azienda nazionale all’azienda internazionale

Da Industriale a contadino

Usare il passato per inventare l’avvenire

Stati Uniti

Italia

Israele

Il resto del Mondo

L’Acquisizione della Cora

La risposta alle nuove sfide del mercato

Ricerca e innovazione

Prodromi di una assoluta novità

La Porta del Baltico

Il matrimonio del vino con i cereali

L'Asti cinque stelle

Noblesse oblige

NOBLESSE OBLIGE

Giunti a questo punto della nostra storia di una società non atipica nel panorama economico attuale italiano, ci si può chiedere se esista un contesto culturale a cui si può ricollegare questa maniera di comportamento aziendale che definirei "padronale-rivoluzionaria".
Le alluvioni del 1948 e del 1994 avendo, come già detto, distrutto la totalità degli archivi dell'azienda, non è possibile dare una risposta "storica" a questa domanda. Qualcosa si può tuttavia comprendere dalla maniera con la quale l'attuale amministrazione reagisce al fatto di essere la Bosca rimasta, tra le grandi aziende "storiche", ancora di proprietà della famiglia che l'ha creata ed una delle poche sopravvissute in Italia e in Europa.
Questa situazione ispira oltre che la dinamica innovatrice dell'azienda anche la sua visione di impegni extra aziendali. Essi nascono dalla constatazione che grazie alla sua longevità, la Bosca è diventata un punto di confluenze fra le generazioni che si sono susseguite in Canelli. Buona parte dei suoi abitanti ha avuto rapporti di lavoro, amicizia, interesse, istruzione con l'Azienda. Era dunque naturale che la Foresteria Bosca, in passato complesso di costruzioni al tempo stesso fabbrica, abitazione, residenza e cantine, si trasformasse in un centro di convergenza civica tanto per le vecchie quanto per le nuove generazioni.
La Foresteria serve oggi da sala di conferenze, museo d'arte, centro di manifestazioni private e pubbliche che fanno capo al Centro per la Cultura e l'Arte Luigi Bosca presieduto da Arabella Bosca. Il Centro ha lo scopo di valorizzare la cultura del vino attraverso l'incontro con le diverse espressioni del sapere, senza chiasso né ostentazione come è tradizione nelle terre di Piemonte. Ad esso è legata la casa di edizioni che pubblica volumetti di divulgazione di storia e arte locale. Il vecchio stabilimento adiacente alla Foresteria è stato conservato nello stato in cui, nel 1961, cessò la produzione: più che un museo di enologia è un monumento alla storia dello spumante.
Nelle cantine, le più grandi d'Italia, si produce ancora lo spumante con lo stesso metodo con cui lo produceva il primo Luigi: non è un business ma un modo per ricordare e tramandare una tradizione.

ForesteriaMigliaia di persone visitano la Foresteria ogni anno: personaggi illustri partecipano ai suoi eventi culturali; visitatori stranieri arrivano a Canelli attratti dal fascino di una storia vecchia di due secoli; curiosi e ragazzi delle scuole locali e regionali hanno preso l'abitudine di farne luogo di incontri.
Lontano fisicamente da Canelli, ma non con il pensiero, e nella discrezione la famiglia Bosca mantiene attività che con lo spumante hanno poco a che vedere se non con l'elemento frizzante dell'avventura. La tradizionale passione di famiglia per i cavalli è passata a Edoardo Bosca, direttore generale dell'azienda che ha sviluppato a Castelnuovo Calcea l'Allevamento Bosca e mostrato i suoi colori su vari turf. Enologo, per lunghi anni impegnato nella direzione tecnica dell'azienda, Edoardo Bosca ha creato negli anni ottanta a Nangan Tuti, sulla costa del Senegal, un dispensario di pronto soccorso per la popolazione indigena locale.
Luigiterzo Bosca, attuale presidente della Società, ha creato la Fondazione Bosca in Svizzera, responsabile fra l'altro del finanziamento dell'Istituto di Studi Mediterranei presso la Università della Svizzera italiana di Lugano. Primo fra i centri di Alti Studi di questa giovane università —l'unica di lingua italiana fuori della Penisola— l'Istituto è impegnato nello studio delle metodologie culturali artistiche politiche e religiose che possono favorire l'intesa e la coesistenza pacifica dei popoli mediterranei, con particolare attenzione a quelli del Medio Oriente.
Se la divisa industriale della società Bosca è "ciò che funziona è già obsoleto" quella sociale della famiglia è "occorre restituire alla società almeno un po' di quanto la società ci ha dato".
Il moscato spumante che ha fatto la fortuna di Canelli nel corso dei secoli diventa, attraverso l'impegno civile, la miglior garanzia di quella della Bosca.

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