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Cultura

Stefano Icardi
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Cenni biografici di Stefano Icardi

Stefano Icardi (1875 - 1953) ancora bambino si trasferisce a Canelli ove opera - forse dopo aver seguito qualche insegnamento nel campo dell'arte come si potrebbe rilevare da una serie di disegni di timbro accademico (modelli in posa, studi per ritratti inquadrati in regole proporzionali, copie da gessi, la maschera di Dante) - dedicandosi alla pittura e alla musica. Infatti la sua attività si esplica anche in campo musicale (suona ben otto strumenti tra cui il pianoforte, l'organo, la chitarra, il mandolino); anzi, alcuni di tali strumenti sono stati recentemente recuperati dal nipote Paolo che gelosamente li conserva. Leggiamo nella sintetica biografia apparsa sul Dizionario degli artisti Castelletto - Saleggio che Icardi “ha studiato armonia, strumenti ad arco, pianoforte, tenendo concerto in orchestra”. Nel 1894 viene recitata la pièce teatrale in due atti l'assedio di Canelli al teatro Faa: il nome di Stefano Icardi compare tra gli artisti del coro. E domenica 16 dicembre 1906 la Società Filarmonica Canellese organizza un concerto ove, tra gli esecutori, Stefano Icardi figura sia in un brano della Lucia di Lammermoor, sia nella Sinfonia in Sol per quartetto a plettro.
Rare le citazioni critiche a commento della sua pittura: nel 1948 la pubblicazione dedicata a “Un secolo di pittura” riporta una biografia dalla quale si deduce che egli “ama dipingere all'aria aperta ed è buon esecutore di paesaggi e quadri in genere soffusi di sentimento, trattati con buona tecnica coloristica, tinte dolci e accordi di luce e ombre”.
Nel periodo post-bellico Icardi realizza alcuni ex voto (testimoniati altresì da schizzi preparatori) per il Santuario dei Caffi.
La produzione pittorica di Stefano Icardi spazia dal tema del paesaggio (opere ad olio, acquerelli, pastelli, gessetti), alle nature morte realizzate con particolare attenzione al vero, alle composizioni floreali, ai ritratti. Cadono verso la fine della sua carriera, alcune luminose vedute di mare, specie liguri.
L'ultima mostra è stata realizzata nel 1995 presso il Circolo culturale “Punto di vista” a Canelli; tema principale le vedute del Belbo, il fiume che l'anno precedente aveva devastato molte zone tra cuneese e astigiano: venti dipinti criticamente proposti da Franco Fabiano, tra i quali si isola, per serenità d'immagine e sobrietà d'impianto, l'opera, datata 1928, Quiete estiva. Poche le altre voci critiche: Anke Pampel che nel 1995 annota come l'opera di Stefano Icardi “si inserisce nella tradizione della pittura piemontese fra Otto e Novecento, tra i macchiaioli e il Divisionismo...”. Recentissima la testimonianza di Eligio Bielli che ricorda come Icardi avesse accompagnato al pianoforte i primi film muti; per lui personalmente aveva scritto uno spartito per fisarmonica che ancora conserva. Bielli conclude ricordando come Icardi “vivesse in ristrettezze economiche ma non volesse mai vendere i quadri in quanto riteneva possibile rivederli per migliorarli ed anche apporre ritocchi a quelli già terminati”.
Sono alcuni ritratti fotografici scattati nello studio “G. B. Giamelli, Canelli, Via Magenta 2” a restituirci l'immagine di questo insolito personaggio che ama vivere le stagioni della vita in assoluta libertà e che dispone indiscutibilmente di una marcata personalità.
A distanza di cinquant'anni dalla scomparsa del pittore è quindi giusto che le sue immagini dipinte e la sua voce, vengano celebrate nella città che lo ha accolto e visto operare con assoluta convinzione e serietà.
g. g. m.
 
 


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