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Cultura

Stefano Icardi
  Biografia
  Opere
  Mostra

Vernissage di Stefano Icardi

CITTÁ DI CANELLI Assessorato alla cultura
 
GRUPPO TEATRO NOVE
 

con il patrocinio di
REGIONE PIEMONTE
PROVINCIA DI ASTI

Ottobre sulle rive del Belbo di Stefano Icardi
Ottobre sulle rive del Belbo

Omaggio a Stefano Icardi

Centro per la Cultura e l'Arte Luigi Bosca
Via G. B. Giuliani, 21 - Canelli

Canelli • 15 settembre - 14 ottobre 2001
Orario al pubblico:
Venerdì dalle ore 16 alle ore 19
Sabato e Domenica dalle ore 10 alle 12,30
e dalle ore 16 alle ore 19

Mostra a cura di:
GINETTA POGLIO ICARDI
ALBERTO MARAVALLE
ADRIANO PARONE

Elenco delle opere  |  Biografia


"Raramente le mostre di pittura organizzate da enti pubblici o da centri culturali riescono a fare operazioni che siano veramente di conoscenza dei beni artistici esistenti sul territorio e di promozione del territorio stesso.
Canelli, per la seconda volta consecutiva, centra in pieno questo duplice obiettivo: lo scorso anno con la riuscitissima mostra di Giovanni Olindo, quest'anno con le mostre dei pittori Stefano Icardi e Vitaliano Graziola, che hanno trasferito sulle loro tele magia delle colline canellesi e tutto l'amore avuto per la loro terra, che è anche la mia."
Roberto Marmo
Presidente della Provincia di Asti

"Ad un Sindaco tra le rare cose liete che possono capitare (oltre ad un buon progetto, la soluzione di un problema, una buona e lungimirante programmazione) vi può essere anche la riscoperta di un geniale concittadino.
Abbiamo voluto rendere omaggio ad alcuni nostri concittadini che, giungendovi per percorsi diversi e attraverso diverse espressioni, abbiano dedicato la loro vita all'arte. Tra i nomi più noti e celebrati era doveroso riservare attenzione a Stefano Icardi cantore, un pò bohémien, della nostra terra, dei suoi colori e della nostra vita. Uomo ed artista che se non ebbe i natali a Canelli, seppe comunque assimilare ed esprimere, nel nostro tempo, caratteri del nostro essere.
È bello poter constatare che una città, che pare aver sempre voluto dedicare tutta se stessa al lavoro, alla crescita economica, alla conquista dei mercati mondiali, abbia consentito a questo artista di saperci trasmettere quei luoghi, quei momenti, quei colori delle nostre colline che ancora oggi esistono. Forse non sempre da noi stessi apprezzati.
Uomini come Icardi possono aiutarci a riscoprire la bellezza ed i valori fatti di musiche e colori."
Oscar Bielli
Sindaco di Canelli

"Chi, a Canelli, non conosce Ginetta e Paolo Icardi?
Passare per la più suggestiva piazza della nostra città significa spesso incontrarli, scambiare con loro un saluto e quattro parole.
Eppure molti di noi non sapevano che la loro famiglia vantasse un personaggio importante: lo abbiamo scoperto ora con sorpresa e piacere.
Stefano Icardi appartiene alla schiera di coloro che hanno celebrato la loro terra con amore e notevoli doti artistiche: per noi Canellesi ammirare i suoi quadri sarà motivo di orgoglio e di occasione per condividere, ancora una volta, un momento di godimento estetico."
Louis Giorno
Assessore alla Cultura Città di Canelli
 

Stefano Icardi: un personaggio nell'arte

di GIAN GIORGIO MASSARA

Si opera per decenni nella propria terra - d'origine o di adozione - per accorgersi all'improvviso che esiste un pittore che s'è dedicato all'arte per tutta la vita e che è rimasto a noi sconosciuto.
È stata quindi una lieta sorpresa lo scoprire una grande quantità di dipinti di Stefano Icardi, figura poliedrica se si considera che, contemporaneamente alla pittura, s'è dedicato a esecuzioni musicali, a impartire lezioni ai giovani; ne sono testimonianza i vecchi manifesti del teatro “Faa” dal 1894 al 1906, le memorie recentemente annotate da Eligio Bielli.
Scorrendo i numerosi disegni - specie a carboncino - la domanda che sorge spontanea riguarda la primissima formazione; ci si chiede infatti se un ragazzo privo di insegnamenti possa aver realizzato due versioni della chiaroscurata maschera di Dante, fregi o teste di animali, sintetici nudi o vivaci soldatacci che paiono tratti dal mondo manzoniano.
Sono disegni belli - sempre - i fogli di Icardi, sia che traggano ispirazione dal tema dell'Albero più volte ripetuto e indagato, sia che celebrino il lavoro nei campi (in sintonia con la produzione di pittori cuneesi quali Guido di Montezemolo) oppure che più semplicemente raffigurino serti di foglie e mele simili a quei tralci scolpiti, in età barocca, da artigiani schiettamente piemontesi (1).
Il segno - che emerge da una granulosa carta, color pagliarino - è sicuro, spontaneo, per quindi farsi denso e marcatamente chiaroscurato nei tronchi, nei particolari architettonici di un casolare, nei rami che, sul bordo d'una pozza d'acqua, attendono il giungere della primavera per rinverdire.
Tutto un gruppo di opere riguarda il mondo contadino faticosamente vissuto, anche da figure femminili: sintetici e saldi i gesti di un giovane che si disseta a una botticella, della donna che lava in un mastello; scanzonato l'atteggiamento di un ragazzo con la pipa in bocca che cammina con la baldanza che contraddistingue alcune delle figure di Pellizza da Volpedo.
Superba poi l'immagine di una donna al balcone i cui effetti di chiaroscuro ben evocano l'ambiente primo Novecento, dall'Astigiano al mondo dell'Accademia di Brera.
I paesaggi, specie quelli di piccolo formato, sono condotti con tecnica accorta, con espedienti usati dai pittori dell'Accademia Albertina (conosciuti forse attraverso riproduzioni o incontri) e vibrano per il sentimento che li anima; le acque azzurrate di un torrentello che scorre tra i filari di pioppi - sullo sfondo colline violacee dominate dal variare delle nuvole che si sfilacciano, il cielo - le rive del Belbo nelle cui acque si riflette l'ultimo bagliore del cielo, i verdeggianti boschetti appena animati da tocchi di rosso e di giallo, i campi di grano solari nell'ora del mezzodì oltre i quali sfumano le colline, sono temi che consentono a Stefano Icardi di esprimere il proprio stato d'animo e le emozioni scaturite dal consueto contatto con la natura.
Altra volta è la poesia di un freddo mattino d'inverno a suggerire al pittore opere come Uscita dalla messa, le cui figurine scure s'avviano freddolose secondo un copione caro a molti pittori piemontesi, da Matteo Olivero a Cesare Maggi.
A sé stanno alcune vedute marine (da Caprazoppa a Varigotti) con spiagge popolate da bagnanti, barche sulla spiaggia, colorati ombrelloni, vele riflesse nell'azzurro del mare; è l'ultima stagione del nostro pittore che pare qui trovare la gioia del colore puro, come mai prima d'ora.
AutoritrattoNon numerosissimi ma spesso intensi i ritratti eseguiti da Stefano Icardi che nell'Autoritratto - pienamente rispondente alle immagini fotografiche pervenute sino a noi - esprime la ricerca intensa fra luci e ombre e il desiderio di conferire la maggior personalità possibile al volto che si isola nel contesto dell'opera.
In alcuni casi il disegno preparatorio risulta ancor più incisivo dell'opera definitiva: si tratta di immagini espressivamente vivaci, dall'atteggiamento sognante (è il caso della bimba Tullia, opera giocata sul rapporto lieve fra i rosa e gli azzurri, vibranti per la profonda indagine psicologica (ritratto di religioso), attente al gusto déco o liberty nella pettinatura e nelle vesti, marcatamente realistiche (L'aviere) sino al disegno per Testa di signora nel quale il biancore del foglio si fa epidermide e luce.
A sè sta tutta una serie di composizioni floreali con mazzi di rose, ortensie, fiordalisi e papaveri, posti in lucenti brocche, su tovaglie marezzate o appena tolte dal cassetto: vivaci immagini condotte con attenzione cromatica e buon disegno, tali da suggerire un'atmosfera di serenità fatta di piccole cose.
Stefano Icardi è stato pittore serio, professionista a modo suo, che ha vissuto operando nel campo dell'arte; la sua produzione assume particolare rilievo in un momento in cui in troppi si dedicano all'arte del dipingere senza avvertire un minimo senso di umiltà.
Per se stesso e per gli altri, responsabilmente, egli annotava; “Seguire i piani a tratti decisi. Evitare i piani troppo rettilinei e omogenei sia nel disegno quanto nel colore. Stare attento alla prospettiva lineare ed abbracciare con un sol sguardo il campo del quadro per meglio confrontare i rapporti e perché si percepiscono... Socchiudere gli occhi per diminuire i toni (sic). Forza del disegno sempre, possibilmente a tratti decisi”. Anche noi, socchiudendo gli occhi, abbiamo l'impressione di riascoltare la voce di un pittore bohémien - mandolino sotto il braccio - che “gira a piedi le nostre colline cercando i punti migliori per i suoi dipinti”, che si guarda intorno e che con commozione immortala quei siti, da Canelli e oltre, che ancor oggi cadono sotto il nostro sguardo.
Luoghi che esistono da sempre e che attendono solamente di imbattersi in un pittore che li sappia evocare e in qualche misura renderli eterni.

1) Cfr. Guido di Montezemolo ( a cura M. L. Reviglio della Veneria, T. Giunta Ricasoli), mostra di Lugano, 2001, Villa Saroli
 


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