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Bosca spumante


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Come produciamo la Riserva del Nonno

Il metodo classico

Il vino spumante prodotto con il metodo classico segue una particolare tecnica caratterizzata da un invecchiamento in bottiglia e da una lavorazione a mano per un periodo di tempo di circa tre anni.
Il processo di lavorazione inizia con la raccolta delle uve di Pinot, Chardonnay e Barbera, che vengono poi pressate e vinificate nel nostro stabilimento di Boglietto, a Costigliole d'Asti. Successivamente, il vino viene subito imbottigliato con l'aggiunta delle giuste dosi di lievito e di zuccheri; gli zuccheri aggiunti sono comunque sempre di derivazione vitivinicola. Provvisoriamente le bottiglie sono chiuse con tappo a corona.
Il prodotto così imbottigliato viene poi trasportato nella nostra cantine, tra le più antiche di Canelli, dove viene disposto in grandi cataste, in posizione orizzontale, e viene lasciato invecchiare dai due ai tre anni a seconda dei risultati che si vogliono ottenere.

Durante questo periodo di invecchiamento avviene la seconda fermentazione detta anche presa di spuma. In questa fase i lieviti attaccano il vino arricchito di zucchero trasformando quest'ultimo in alcool e producendo anidride carbonica, grazie alla quale si formano le caratteristiche bollicine. La qualità e la durata dell'invecchiamento sono fondamentali per la futura qualità del prodotto percepibile, a vista, da un finissimo perlage. Al termine della seconda fermentazione, quando cioè tutto lo zucchero sarà stato trasformato in anidride carbonica, producendo all'interno della bottiglia una pressione pari a 6 bar, i residui dei lieviti, ormai inerti, dovranno essere espulsi dalla bottiglia.

Per eliminare i sedimenti bisogna lentamente farli affluire verso il collo della bottiglia considerato che durante il periodo di fermentazione si sono depositati lungo il lato inferiore quando la bottiglia era coricata. A questo fine le bottiglie vengono piazzate sulle pupitres, i caratteristici cavalletti bucati, con il collo rivolto verso il basso. All'inizio le pupitres saranno molto chiuse ospitando le bottiglie in posizione pressochè orrizzontale; ad ogni lavorazione le pupitres saranno allargate di qualche grado, in modo che l'angolo di inclinazione delle bottiglie aumenti a poco a poco. Regolarmente, gli esperti cantinieri eseguono l'operazione chiamata remuage, che consiste nel far in modo, dolcemente scuotendo le bottiglie in senso rotatorio, che i sedimenti scivolino verso il tappo della bottiglia. La difficoltà sta nel far sì che tutto il sedimento scivoli giù, ma allo stesso tempo che non vada in sospensione nel liquido, andando così vanificare tutto il lavoro fatto, rendendo il prodotto irrimediabilmente torbido. Questa lavorazione dura circa otto settimane e ad ogni passaggio del cantiniere, la pupitre viene sempre più allargata in modo da far sì che la bottiglia si trovi ad essere sempre più inclinata.

Una volta che i sedimenti sono stati concentrati all'estremità del collo della bottiglia l'espulsione avverrà nel modo seguente: viene congelata la parte di liquido contenente i sedimenti, immergendo il collo della bottiglia per circa 4 centimetri in una soluzione di salamoia a meno 40°; viene stappata la bottiglia e la pressione al suo interno spingerà via il blocco di ghiaccio. Questo processo si chiama degorgement. Successivamente si procede ad un rabbocco ed alla tappatura con il classico tappo di sughero a fungo; si aggiunge la gabbietta ed il prodotto è pronto. Non mancherà che lavare la bottiglia ed etichettarla.

Il metodo industriale Charmat

 

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