Aperitivi con lo spumante: Mimosa, Bellini e gli altri

La stagione più calda dell’anno è decisamente alle porte e porta con sé il periodo degli aperitivi con gli amici. Bassa gradazione alcolica, sparkling (le bollicine sono immancabili) e aromi fruttati: questa la tendenza per l’estate 2017!
Cosa c’è di meglio, quindi, di un meraviglioso cocktail a base di spumante?

Cocktail e spumante: amore a prima vista

La storia dei cocktail a base di spumante inizia nel Novecento, quando alcuni baristi – poi diventati celebri – hanno capito che il gusto secco della bollicina non incontrava l’apprezzamento di tutti gli avventori, in particolar modo delle signore che, invece, preferivano sapori più fruttati e dolci.
Ecco la soluzione: miscelare lo spumante con succo e polpa di pesca. L’idea venne nel 1948 a Giuseppe Cipriani, maitre barista del famosissimo Harry’s Bar di Venezia. Il barista mescolò succo e polpa di pesca bianca veronese, schiacciandola e non frullandola, con il Prosecco (e non, come erroneamente si pensa, con lo champagne).

Bellini, storia di un successo

Perché lo chiamò così? Leggenda vuole che il barista vide il colore del suo cocktail e lo paragonò a quello di un abito raffigurato in un dipinto di Giovanni Bellini. Fu così che la bevanda venne dedicata al pittore veneziano.
Il successo del Bellini è storia nota: tra i suoi estimatori si annovera lo scrittore Ernest Hemingway, grande frequentatore dell’Harry’s Bar di Venezia, e il nostro Gianni Agnelli. Si diffuse anche oltreoceano grazie all’apertura di una sede dell’Harry’s Bar a New York.

E lo sapevi che fu sempre Cipriani ad inventare il Carpaccio, pietanza a base di fette sottili di manzo, in abbinamento al Bellini?

Le altre versioni

Col tempo, la formula spumante + succo/polpa di frutta ebbe sempre più fortuna tra gli amanti dell’aperitivo e nel corso del Novecento ne vennero create diverse versioni:

  • Rossini – Prosecco e purea di fragole, così chiamato in onore del compositore Gioachino Rossini;
  • Mimosa – Chiamato anche Buck’s fizz, è a base di Prosecco e spremuta d’arance. Venne inventato nel 1921 a Londra dal bartender McGarry, del bar Buck’s Club;
  • Tintoretto – Meno conosciuto, è a base di Prosecco e melograno ed è tipico della città di Treviso. Rende omaggio al pittore Tintoretto.

La versione Bosca

Anche Bosca ha creato una sua versione del Mimosa, analcolica. Si chiama Armonia d’arancio ed è a base di succo d’arancia/spremuta, Toselli White e cubetti di ghiaccio. Vuoi provarlo? Qui trovi il Toselli White  e qui, invece, le bollicine della tradizione per preparare ai tuoi amici il Bellini o il Bellini Sparkle, un’invenzione di casa Bosca (spumante brut e Peach Sparkletini in parti uguali miscelati in un flute e completati con cubetti di pesca sul fondo del bicchiere).

 

Pia Bosca

CEO Bosca SpA Pia è nata ad Asti nel 1969, nella sesta generazione della famiglia che si occupa dell’azienda di casa dal 1831. Da sempre ha respirato l’aria del mondo dello spumante, sparkling in ogni sua sfaccettatura. Tanto che il papà Luigiterzo, per festeggiare il primo mese di Pia, sembra le abbia fatto assaggiare il suo più prezioso spumante intingendovi il mignolo: in famiglia si racconta che, quel giorno, separare Pia da quel goccio di spumante sia stato praticamente impossibile! Laureata in Giurisprudenza, oggi Pia è sposata e ha una bimba che ha iniziato alla vita allo stesso modo. Gestisce Bosca assieme ai fratelli: un lavoro che è anche una passione.

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