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Fondo che rientra, perché è tipico delle bottiglie di bollicine?

Oggi vorrei rispondere a una domanda che mi sono sentito porre spesso:

“Perché le bottiglie di spumante hanno il fondo che rientra?”

In realtà, la maggior parte delle bottiglie di vino ha una piccola rientranza sul fondo, ma va detto che di solito è meno accentuata e che il vetro è molto meno spesso.

Perché?

Questione di resistenza

Il fondo rientrante si chiama a campana perché ne ricorda la forma. È stato pensato nel IV secolo d.C. ed è poi entrato nella storia dell’enologia, finendo per influenzare il tipo di servizio a tavola.

Molti sommelier infatti (ma dipende dalle scuole) servono lo spumante proprio impugnando il fondo della bottiglia. Si tratta di un tipo di fondo che fornisce maggiore resistenza meccanica alla bottiglia in caso di urti, resistendo molto bene anche alla pressione interna dei gas.

Forse non tutti sanno che in passato, quando le bottiglie venivano prodotte artigianalmente soffiando il vetro, la base assumeva una forma tondeggiante perché bisognava garantire la stabilità della bottiglia e il fondo veniva spinto verso l’interno della bottiglia, quando il vetro era ancora lavorabile.

Un vero vantaggio aggiunto: il fondo a campana delle bottiglie nel caso dello spumante serve anche a raffreddare il vino più velocemente,

Una curiosità

Sapevi che al mondo esistono anche bottiglie a fondo piatto? È il caso, ad esempio, dello champagne Louis Roederer Cristal, nato per lo zar di Russia Alessandro II con le migliori cuvée della casa. Si dice, ma si entra nella leggenda, che la sua bottiglia avesse il fondo piatto e il vetro fosse trasparente per evitare che qualcuno potesse inserire nel fondo a campana una bomba o un congegno letale per ucciderlo.

La storia di Bosca, invece, non è leggenda: scopri il nostro Metodo Classico Riserva del Nonno, lo trovi qui.

Rossano Boffa

Mastro spumantiere Enotecnico classe 1971, si è formato alla scuola Enologica di Alba, glorioso istituto fondato nel 1881. Nato nelle terre d'Asti, centro di Moscato e Barbera, è cresciuto professionalmente a Canelli, dove ha imparato l'arte spumantiera. Bosca è la sua casa dal 2002: qui ha trovato un ambiente privo di preconcetti dove l'enologia può essere applicata nel più classico dei modi oppure può essere sviluppata con innovazione. Le sue passioni? Suonare la batteria, il cinema d'autore, il Rock anni Settanta e la degustazione di sigari con vini speciali. E il trail running, che consiste nel correre su e giù tra i bellissimi vigneti di Langhe e Monferrato.

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