Gianduia e la Douja: storia della maschera di carnevale piemontese più famosa

Cosa c’entra Gianduia, la maschera di carnevale piemontese più famosa, con la Douja, un antico e panciuto boccale?

È presto detto: il nome Gianduia deriva da Giovan d’la doja, che in piemontese significa “Giovanni dal boccale”, un chiaro riferimento all’amore del personaggio per il vino, specie se rosso. Non per niente, la maschera rappresenta un uomo rubicondo, dal pancione sporgente e dal naso rosso!

La storia

Tradizione vuole che la maschera sia nata nell’Astigiano, attorno ai primi anni del 1800, sul personaggio di un Giovanni realmente esistito, un burattinaio costretto a fuggire a Torino perché i suoi spettacoli di marionette avevano come vittime di satira preferite i governanti del tempo. Proprio come il burattinaio, Gianduia è furbo e coraggioso, è riconoscibile dai caratteristici nei sulla fronte e sotto l’occhio, parla in modo franco e non si inchina davanti ai potenti. È più simile alla parte orgogliosa e dignitosa del popolo piemontese che non della sua caricatura, a differenza di quanto accade per altre maschere regionali italiane (come, ad esempio, il dottor Balanzone). Nel 1862, finalmente, l’ufficialità: nasce a Torino la Società Gianduja, che unisce la spensieratezza del carnevale alla beneficenza. Non è un caso, infatti, che il motto scelto per la società fosse “Ridet beneficando”, cioè ridere facendo del bene.

E la Douja

Il boccale più tradizionale del Piemonte è entrato, a sua volta, nell’immaginario collettivo regionale e prova ne è la Douja d’Or, concorso enologico a carattere nazionale che si tiene tutti gli anni ad Asti, nel mese di settembre, dal 1967. La maschera di Gianduia, il cioccolato omonimo e il calice di vino, insomma, si legano assieme in questo periodo dell’anno pieno di coriandoli e allegria per tenere ancora più alta l’importanza culturale della nostra bellissima regione!
Anche Bosca fa parte di questa storia appassionante e tradizionale: il nostro Barolo DOCG (premiato nel 2015 e 2016) e la nostra Barbera D’Asti DOCG (premiata nel 2015) possono fregiarsi del riconoscimento Douja d’Or. Un motivo in più per provarli!

A carnevale, per festeggiare in compagnia di Gianduia, riempi una Douja di Barbera e gustatela con qualche prelibato gianduiotto! L’accostamento del vino rosso al cioccolato è sensazionale.  Se, poi, preferisci le bollicine dolci e fruttate, scegli Strawberry Sparkletini, che ti farà rivivere in un contesto più elettrizzante la tradizionale accoppiata fragole e cioccolato!

Nella foto: Giovanni Goria nei panni di Gianduia durante una festa di carnevale in Foresteria Bosca, 1982

Pia Bosca

CEO Bosca SpA Pia è nata ad Asti nel 1969, nella sesta generazione della famiglia che si occupa dell’azienda di casa dal 1831. Da sempre ha respirato l’aria del mondo dello spumante, sparkling in ogni sua sfaccettatura. Tanto che il papà Luigiterzo, per festeggiare il primo mese di Pia, sembra le abbia fatto assaggiare il suo più prezioso spumante intingendovi il mignolo: in famiglia si racconta che, quel giorno, separare Pia da quel goccio di spumante sia stato praticamente impossibile! Laureata in Giurisprudenza, oggi Pia è sposata e ha una bimba che ha iniziato alla vita allo stesso modo. Gestisce Bosca assieme ai fratelli: un lavoro che è anche una passione.

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