Estate alla piemontese, è tempo di merenda sinoira

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di merenda sinoira.

Per i piemontesi doc non esiste alternativa: conoscere le origini di questa tradizione fantastica è praticamente un obbligo!

A tutti quelli che, invece, non ne hanno mai sentito parlare, dico: niente paura! Con questo breve articolo spiegherò di cosa si tratta e perché è così importante riproporla, rivisitandola, anche oggi.

Due parole sulla sinoira

Innanzitutto, di cosa si tratta? La merenda sinoira non è un pranzo e nemmeno una cena. È una merenda rinforzata nata nel contesto del Piemonte contadino, quello delle campagne dell’astigiano, cuneese, novarese, vercellese. In queste zone, la merenda sinoira era già diffusa quasi sicuramente dal 1800. Si trattava di un piccolo pasto, a metà tra la merenda e la cena – una sorta di apericena ante litteram? – che le donne portavano nei campi ai mariti racchiusa in un fazzoletto di stoffa. Si consumava, quindi, in primavera, in autunno e soprattutto d’estate.

Immagino quei momenti di riposo dopo il duro lavoro, la fatica e il calore del sole che già andava verso il tramonto. Si trattava di un momento conviviale, fatto di riposo e chiacchiere, accompagnato da cibo e vino. Poi, si tornava al lavoro per qualche ora ancora e al calar del buio si faceva rientro a casa. Una cena leggerissima, candele spente e tutti a letto.

Quali cibi?

La carne in quel periodo, si sa, era un lusso. Ecco perché la merenda sinoira – a questo punto, posso dirlo: sinoira significa più o meno “tendente alla cena” – era composta prevalentemente da pane, frutta, formaggio, un’acciughina al verde. Ogni tanto, compariva qualche fetta di salame contadino e tutto veniva innaffiato con del buon vino.

Oggi, potremmo riproporre una buonissima merenda sinoira invece di un banale apericena: significherebbe dare voce alle tradizioni e un senso a un rito sociale attuale che ci piace tanto!

Prepara tutto per un pic-nic all’aperto:

  • Torta salata con ingredienti a chilometro zero
  • Toma piemontese
  • Salame contadino
  • Acciughe al verde
  • Ciliegie o frutta di stagione

E non dimenticare il vino: io ti propongo sempre la bollicina, in questo caso il Piemonte DOC Bosca. Buona merenda!

Rossano Boffa

Mastro spumantiere Enotecnico classe 1971, si è formato alla scuola Enologica di Alba, glorioso istituto fondato nel 1881. Nato nelle terre d'Asti, centro di Moscato e Barbera, è cresciuto professionalmente a Canelli, dove ha imparato l'arte spumantiera. Bosca è la sua casa dal 2002: qui ha trovato un ambiente privo di preconcetti dove l'enologia può essere applicata nel più classico dei modi oppure può essere sviluppata con innovazione. Le sue passioni? Suonare la batteria, il cinema d'autore, il Rock anni Settanta e la degustazione di sigari con vini speciali. E il trail running, che consiste nel correre su e giù tra i bellissimi vigneti di Langhe e Monferrato.

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