Primavera: tempo di gite in cantina

C’è chi dice che il momento migliore per andare per cantine sia quello della vendemmia: non è un caso, infatti, che ai primi segni dell’autunno,  con le foglie che si fanno croccanti sugli alberi e i grappoli d’uva che occhieggiano maturi,  intere comitive di appassionati di vino prenotino visite presso piccoli produttori o aziende più o meno grandi.
Perché? Perché l’autunno è un periodo suggestivo, la vendemmia conserva – per fortuna – un fascino immutato agli occhi di noi italiani e, soprattutto, le gite in cantina aiutano a lenire la nostalgia delle vacanze ormai passate.

In tutto questo c’è un però: la vendemmia, per quanto riguarda le piccole aziende, è un momento che richiede tanto tempo ed energie; può capitare, quindi, che in questo periodo i produttori non riescano a dedicare molto tempo all’accoglienza di gruppi e comitive. Come aggirare l’ostacolo?

Primavera, voglia di uscire

Per fortuna c’è la primavera! Sia che tu abbia in programma una visita a un piccolo produttore o che tu voglia conoscere un’azienda più strutturata, la primavera è un ottimo periodo per uscire fuori porta e concedersi concederti una gita in cantina.
Quali sono i vantaggi? Io ne ho trovati almeno tre:

  1. Il clima
  2. Le sagre
  3. Il dialogo

l. Il clima… e il paesaggio, il silenzio…

Dopo i mesi invernali, passati perlopiù al chiuso, torna la voglia di uscire di casa. Passeggiate, giri in bicicletta, gite in famiglia: le occasioni per andar per cantine sono davvero tante. C’è di più: oltre ai primi tepori, spuntano sugli arbusti e sugli alberi le prime gemme e, in questo senso, la vite non è da meno. Insomma, le colline – parliamo del Piemonte, ma gli altri paesaggi vinicoli italiani e francesi non sono da meno – in primavera sono magnifiche, il clima è perfetto e il silenzio invernale è al suo culmine, prima di diventare un brusio laborioso. Che meraviglia!

2. Le sagre

Appassionati di cantine a parte, la primavera è in grado di convincere proprio tutti ad uscire dal torpore invernale. Perché? Il motivo è che questa è la prima stagione di sagre dell’anno, quelle feste popolari e di paese che, poi, daranno il meglio di sé in estate e in autunno.

In questo senso, il Piemonte ha un’agenda ricca di eventi imperdibili: dagli gnocchi di Bazzana (At) al fritto misto della stessa località, passando dalla polenta di Monastero Bormida (Al) per finire con la fagiolata di San Michele (Bi).

Perché, quindi, non abbinare a una passeggiata gastronomica in sagra una gita in cantina? L’abbinamento territoriale cibo/vino è uno dei più azzeccati, provare per credere.

3. Il dialogo

Sia che si tratti di piccoli produttori che di grandi aziende, il periodo della vendemmia non è per forza il migliore per programmare una visita in cantina.

Anzi: come premesso all’inizio di questo post, per poter fare due chiacchiere con il produttore è meglio scegliere un momento di tranquillità come, ad esempio, l’inizio della primavera. Potrebbe essere anche una buona occasione per “prenotare” in anticipo le bottiglie dell’annata da acquistare l’anno successivo!

Passa a trovarci

Che sia primavera o inverno, in realtà, è sempre il momento giusto per visitare le nostre Cattedrali Sotterranee, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Questo perché entrare nelle nostre cantine antiche, nel centro storico di Canelli, significa letteralmente vivere un’emozione unica e magica. Mistero e memoria sono a portata di mano: prenota qui la tua visita.

Pia Bosca

CEO Bosca SpA Pia è nata ad Asti nel 1969, nella sesta generazione della famiglia che si occupa dell’azienda di casa dal 1831. Da sempre ha respirato l’aria del mondo dello spumante, sparkling in ogni sua sfaccettatura. Tanto che il papà Luigiterzo, per festeggiare il primo mese di Pia, sembra le abbia fatto assaggiare il suo più prezioso spumante intingendovi il mignolo: in famiglia si racconta che, quel giorno, separare Pia da quel goccio di spumante sia stato praticamente impossibile! Laureata in Giurisprudenza, oggi Pia è sposata e ha una bimba che ha iniziato alla vita allo stesso modo. Gestisce Bosca assieme ai fratelli: un lavoro che è anche una passione.

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